La costante attenzione dell'azienda verso l'analisi dei costi ha portato allo sviluppo di processi e metodologie di analisi (TCO) e di ritorno sull'investimento (ROI).

TCO (Total Cost of Ownership)

Poiché il ciclo di vita di un sistema ERP è generalmente superiore ai 10 anni l’impegno per la sua scelta e la sua introduzione in azienda è superiore a quello di un semplice gestionale.

Il TCO comprende quindi le stesse tipologie di costi, ossia:

  • licenze,
  • canoni di manutenzione,
  • fasi di configurazione,
  • migrazione dati,
  • test,
  • avviamento,
  • formazione,
  • assistenza,
  • ecc.,

ma con dimensioni e possibilità di spalmatura su un arco temporale più ampio.La somma di questi costi (TCO) risulta infatti in genere inferiore a quella che si avrebbe continuando a utilizzare software non integrati, non propositivi, funzionalmente e tecnologicamente non aggiornati, probabilmente su piattaforme differenti (e quindi con costi di hardware e software di base ridondanti), non dialoganti con la propria filiera produttiva e commerciale, e la cui capacità evolutiva è limitata nello spazio e nel tempo.

Tratto dagli articoli di Quark +Lepton

Total Cost of Ownership (TCO)

IBM i on Power Systems Enables Enterprise Resilience for Business-Critical Systems

Quark + Lepton è una società di consulenza, ricerca e gestione indipendente specializzata in strategie di investimento IT, analisi costi / benefici e studi infrastrutturali, tattiche di implementazione, allineamento commerciale e analisi finanziaria.

Vengono confrontate le tre piattaforme principali di information technology (IT):

  1. IBM i operating sistema con DB2 su Power Systems;
  2. Microsoft Windows Server con SQL Server su server Intel x86;
  3. Oracle Exadata Database Machine.

Costi di downtime: Il mantenimento della sicurezza e il continuo funzionamento dei sistemi business-critical è fondamentale per le aziende, non riuscire a farlo può avere effetti prolungati e catastrofici.

Prestazioni ottimali e sicurezza impenetrabile non sono più desideri, ma requisiti indispensabili per le aziende che vogliono essere realmente competitive sul mercato.

 

In una realtà sempre più interconnessa, i periodi di downtime diventano sempre più pericolosi e costosi per le aziende. Nonostante tutte le misure messe in atto per scongiurarli, i momenti di inattività del sistema informatico sono ancora una realtà con cui confrontarsi.

L'interruzione dei servizi informatici diventa particolarmente grave in certi campi:

Ad esempio le banche, le finanziarie. Uno studio del 2016 evidenzia come il 62% degli utente delle banche lavori principalmente tramite mobile. Questi utenti si aspettano reattività, efficienza e un sistema informatico completamente sicuro

La prima figura mostra il costo medio del tempo di inattività nell'arco di tre anni i per interruzioni pianificate e non pianificate di meno di quattro ore.

 

Nel 2016, l'Identity Theft Resource Center (ITRC) ha individuato 1.093 violazioni dei dati.

Il grafico seguente  illustra alcune violazioni rilevanti avvenute negli ultimi anni, nessuna avvenuta su IBMi (AS400)

IBMi (AS400) si è costruito negli anni la reputazione di sistema integrato e sicuro.

IBMi (AS400) non è aggredibile da virus, malware, o infezioni a causa dell'architettura proprietaria ad oggetti, perciò gli incidenti di sicurezza sono rari per gli utenti IBMi

La tabella seguente mette a confronto i dati di vulnerabilità dei sistemi operativi da gennaio 2008 a marzo 2017, dimostrando senza ombra di dubbio come IBMi (AS400) sia un sistema nettamente più sicuro.

I costi dei downtime per tipologia di attività

  • I costi di inattività in tre anni sono stati in media di 8,2 volte di più in caso di utilizzo di Windows Server e 3,4 volte di più in caso di utilizzo di Oracle Exadata, rispetto a IBMi (AS400)
  • La riduzione dei costi di downtime di IBMi (AS400)  si traduce in un risparmio annuale di $ 15,2 milioni rispetto all'utilizzo di Windows Server e $ 5,1 milioni rispetto a Oracle Exadata.
  • nel caso di aziende della supply chain e società finanziarie l'esposizione al rischio è in media da 24 a 66 volte meno per IBMi (AS400), in confronto rispettivamente con Windows Server e Oracle Exadata.

IBMi (AS400) impiega un'architettura semplice ma sicura che riduce al minimo gli interventi necessari da parte del personale IT.

Si conferma la piattaforma più resiliente del settore e i suoi punti di forza sono la gestione automatizzata, la resistenza al malware e la compatibilità con le piattaforme precedenti e successive.