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Tradotto dall'articolo 

IBM i, pur essendo una piattaforma proprietaria, utilizza davvero molto i software open source.

Sembra che quasi tutti i nuovi programmi introdotti da IBM negli ultimi mesi siano open source.

Secondo il recente rapporto di OpenLogic questa sarà la tendenza anche nel futuro.

I software Open source vengono utilizzati sulla piattaforma IBM i ormai da molti anni.

Il primo caso in cui l’introduzione di una tecnologia di questo tipo è stata pubblicizzata a gran voce risale al 2005, quando IBM ha stretto una partnership con un’azienda chiamata Zend per portare PHP all’interno dell’iSeries e di i5/OS. L’erede di Zend, per quanto riguarda l'open source per IBM i, è oggi Perforce grazie alla sua acquisizione nel 2019 di Rogue Wave, che a sua volta aveva acquistato nel 2013 un’azienda di software open source chiamata OpenLogic.

OpenLogic fornisce supporto tecnico professionale per centinaia di pacchetti open-source, da CentOS e Docker a MariaDB e Kubernetes.

Fra gli altri dà supporto anche ai software open-source per le versioni enterprise del runtime Zend per IBM i e per tutti gli strumenti associati (come Z-ray code inspector), che sono messi a disposizione solo da Perforce.

OpenLogic dà supporto agli open source in generale, ma si è specializzato in quelli per IBM i e a novembre ha pubblicato un white paper dal titolo:

“Vantaggi dell’Open Source su IBM i” nel quale ha dimostrato con forza l’importanza dell’adozione di software open source su questa piattaforma.

“A Maggio 2018, IBM ha attivato il supporto per i pacchetti open source (rpm/yum) su IBM i” scrive OpenLogic, “Da quel momento l’integrazione di strumenti open source in questa piattaforma è cresciuta esponenzialmente”.

In effetti IBM ha integrato più di 400 pacchetti open source su IBM i tramite i metodi RPM e Yum, secondo OpenLogic: “La disponibilità di software open source su IBM i cresce ad un ritmo vertiginoso”.

Oltre ad adottare i metodi di distribuzione del software RPM e Yum, ampiamente utilizzati nella comunità open source, un altro elemento che spiega l'impennata dell'open source è l’utilizzo dell'ambiente PASE.

PASE è la runtime di AIX che permette alle applicazioni AIX di girare con pochi cambiamenti sul server IBM i. È essenzialmente “un sistema operativo senza un sistema operativo” e apre quindi la strada per l’introduzione di altri software all’interno dell’ambiente IBM i.

“PASE viene eseguito sullo stesso hardware di IBM i e i programmi in esecuzione all'interno di PASE hanno accesso ad elementi IBM i come i dati che risiedono su Db2, i programmi (RPG, Cobol, CL), i comandi, le aree dati e le code dati (per citarne alcuni) tramite l'interfaccia syscall tra PASE e il livello TIMI di IBM i ", scrive OpenLogic. “Ciò consente l'implementazione di applicazioni simili a * NIX all'interno di PASE che hanno accesso nativo alle risorse IBM i, pur essendo in grado di sfruttare i vantaggi dei sistemi POWER, comprese le strategie di allocazione del processore, come processori condivisi, condivisione della memoria e performance I / O."

Mentre PASE fornisce il meccanismo di runtime e RPM / Yum il meccanismo di distribuzione per portare le app esistenti sulla piattaforma, l'open source fornisce anche un terreno fertile su cui gli sviluppatori possono creare nuovissime applicazioni per IBM i.

Nello specifico, OpenLogic menziona il popolare LAMP, che la community open source conosce molto bene. Con LAMP si intende la combinazione dei sistemi operativi Linux, Apache Web Server, MariaDB e PHP. La maggior parte di questi può essere eseguita su IBM i, incluso Linux (ma non è sempre necessario utilizzare quest’ultimo).

"Con una semplice installazione di PHP e MariaDB avrai la tua variante di LAMP denominata iAMP: lo stesso server Web Apache, lo stesso database open source MariaDB, lo stesso linguaggio di scripting PHP delle altre piattaforme", scrive OpenLogic, "ma con un sistema operativo migliore rispetto a qualsiasi altra piattaforma, che offre infinite possibilità e senza il bisogno di modifiche".

Un elemento chiave di IBM i è la sua capacità di integrazione e questo vantaggio aumenta con l’introduzione di software open source. Mentre le nuove app open source di solito girano su MySQL o sul più recente, MariaDB, la maggior parte di coloro che utilizzano IBM i avrà molti dati ospitati in un unico database Db2. Per questo motivo l'accesso al database Db2 per i è un grande vantaggio quando si eseguono applicazioni open source su IBM i.

Ci sono diversi modi per attingere al database Db2 per i. OpenLogic propone il driver del database ibm_db2 che è il metodo tradizionale che utilizzano le applicazioni PHP per ottenere dati da Db2 per i. Ma una soluzione migliore è utilizzare il driver ODBC, che IBM sta indicando come il modo standard per accedere a tutte le versioni di Db2, inclusa quella per IBM i.

Ma il database è solo una parte della storia, bisogna permettere agli utenti di accedere alle loro applicazioni, per questo OpenLogic ha presentato XML Service, l’utility open source di IBM, come il modo migliore per interfacciarsi con le applicazioni ILE RPG e Cobol e con i programmi CL (incluse le data areas e le data queues). L'azienda afferma che utilizzando un toolkit specifico (come quello fornito da Perforce per PHP su IBM i), gli sviluppatori possono semplificare il processo di chiamata degli elementi ILE e di elaborazione dei risultati.

Secondo OpenLogic con quest’abbondanza di applicazioni open source predefinite e di strumenti per crearne altre, le barriere all'utilizzo dell'open source su IBM i si stanno dissolvendo.

"I vantaggi dell'open source su IBM i sono significativi e includono la possibilità di scegliere fra una vasta gamma di software, la continua innovazione della piattaforma e l'integrazione con dati, programmi e funzionalità che accrescono la potenza dell’IBM i” conclude l'azienda nel suo white paper. "Iniziare con l'open source su IBM i è facile: basta la volontà di abbracciare nuovi metodi e nuove soluzioni per rafforzare una piattaforma già potente portandola ad un livello superiore.”

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