A partire dal 1° gennaio 2021 il Sistema di Interscambio accetterà esclusivamente fatture elettroniche e note di variazione predisposte con il seguente nuovo schema.

https://www.agenziaentrate.gov.it/portale/web/guest/provvedimento-del-20/04/2020

Riassumiamo le specifiche più importanti:

il campo dedicato al “Tipo documento” prevede ora dettagli per le inversioni contabili, stabilendo i seguenti codici:

  • TD16: integrazione per acquisti interni, tra cui rientrano ad esempio i servizi relativi ad edifici di cui all’articolo 17, comma 6, lett. a-ter, D.P.R. 633/1972;
  • TD17: integrazione o autofattura per acquisti di servizi da soggetto non residente ai sensi dell’articolo 17, comma 2, D.P.R. 633/1972 (ad esempio il download di un software acquistato da un fornitore irlandese);
  • TD18: integrazione della fattura del fornitore Ue per acquisto intracomunitario di beni;
  • TD19: integrazione o autofattura per acquisti di beni da soggetti non residenti ai sensi dell’articolo 17, comma 2, D.P.R. 633/1972 (ad esempio l’acquisto di un personale computer già presente in Italia da un fornitore tedesco).

Per gli esportatori abituali c'è ilnuovo del codice TD21 in caso di emissione di autofattura per regolarizzazione dello “splafonamento”, mentre i codici TD22 e TD23 sono dedicati alle estrazioni dei beni da deposito Iva in funzione rispettivamente della debenza o meno del tributo.

Le codifiche “speciali” per le fatture differite, rispettivamente TD24 per quella tradizionale di cui all’articolo 21, comma 4, lett. a), D.P.R. 633/1972, e TD25 per le triangolari c.d. “interne” di cui alla successiva lett. b) del comma 4 dell’articolo 21.

Per il campo “Natura” dell’operazione, sci sono nuovi dettagli sia per operazioni senza applicazione Iva, sia per quelle “fuori campo”, sia per quelle non imponibili.

Per quelle fuori campo è stato previsto il codice N2.1 per quelle carenti del presupposto territoriale per effetto degli articoli da 7 a 7-septies D.P.R. 633/1972 (per le quali l’articolo 21, comma 6-bis, D.P.R. 633/1972 prevede l’obbligo di emissione della fattura), ed il codice N2.2 negli altri casi (per i quali normalmente è facoltativa l’emissione della fattura).

Infine, come detto, importanti sono anche i nuovi codici dedicati alle operazioni non imponibili (tra cui quelle che assumono rilievo ai fini dello status di esportatore abituale), per le quali sono stati previsti i seguenti codici:

  • 1 per le esportazioni di beni (tra cui quelle dirette, triangolari, a cura del cessionario non residente, ecc.);
  • 2 per le cessioni intracomunitarie di beni (articolo 41 e articolo 58 D.L. 331/93);
  • 3 per le cessioni di beni verso imprese di San Marino;
  • 4 per le operazioni assimilate alle esportazioni (ad esempio quelle di cui all’articolo 72 D.P.R. 633/1972);
  • 5 per le operazioni non imponibile effettuate a seguito di dichiarazione d’intento (quelle verso l’esportatore abituale di cui all’articolo 8, comma 1, lett. c, D.P.R. 633/1972);
  • 6 per le altre operazioni non imponibili che non concorrono alla formazione dello status di esportatore abituale (ad esempio le cessioni a turisti extraUe di cui all’articolo 38-quater D.P.R. 633/1972).